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sabato 30 novembre 2019

Sant'Andrea ad Amalfi

Affacciata sul golfo di Salerno, a sud della penisola sorrentina, la Costiera Amalfitana è un tratto di costa in cui natura e storia si mescolano dando luogo ad un connubio tanto unico quanto prezioso.
Nel 1997 l’Unesco ha deciso di includere questo tratto di costa nella propria lista dei Patrimoni dell’Umanità in quanto esempio di paesaggio mediterraneo con eccezionali valori culturali e paesaggistici derivanti dalla sua topografia ed evoluzione storica.

Με θέα στον κόλπο του Σαλέρνο, νότια της χερσονήσου του Σορρέντο, η Αμάλφη βρίσκεται σε μια ακτογραμμή όπου η φύση και η ιστορία συνδυάζονται δημιουργώντας έναν συνδυασμό τόσο μοναδικό όσο και πολύτιμο.
Το 1997 η Ουνέσκο αποφάσισε να συμπεριλάβει αυτή την παραλιακή ζώνη στον Κατάλογο Μνημείων Παγκόσμιας Κληρονομιάς, ως παράδειγμα μεσογειακού τοπίου με εξαιρετικές πολιτιστικές και τοπικές αξίες, που απορρέουν από την τοπογραφία και την ιστορική της εξέλιξη.



La cattedrale di Sant'Andrea si trova ad Amalfi in piazza Duomo, nel centro della città.
La cripta, edificata sulla tomba del santo patrono, è adornata da pregevoli affreschi, il maggiore dei quali rappresenta l'arrivo del corpo di Sant'Andrea nella cattedrale di Amalfi.
Sull'altare si trovano la statua bronzea di Sant'Andrea di Michelangelo Naccherino, quella marmorea di San Lorenzo di Pietro Bernini, padre di Gian Lorenzo e quella di Santo Stefano di uno scultore locale.



Ο καθεδρικός ναός του Αγίου Ανδρέα βρίσκεται στην Αμάλφη στην Πλατεία του Καθεδρικού [Πιάτσα Ντουόμο], στο κέντρο της πόλης.
Η κρύπτη, χτισμένη πάνω στον τάφο του πολιούχου, κοσμείται με πολύτιμες τοιχογραφίες, η μεγαλύτερη από τις οποίες αναπαριστά την άφιξη του σκηνώματος του Αγίου Ανδρέα στον καθεδρικό ναό της Αμάλφης.
Στην αγία τράπεζα ο βρίσκονται το χάλκινο άγαλμα του Αγίου Ανδρέα, έργο του Μικελάντζελο Νακκερίνο, το μαρμάρινο άγαλμα του Αγίου Λαυρεντίου, έργο του Πιέτρο Μπερνίνι, πατέρα του Τζαν Λορέντσο, και το άγαλμα του Αγίου Στεφάνου, έργο γλύπτη της περιοχής.


sabato 15 agosto 2015

La Madonna di Raffaello, Dostojevski, Papadiamantis

 
Raffaello Sanzio (1513-14) 
Madonna Sistina (Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda)

Alessandro Papadiamantis (1851-1911) nel 1889 ha tradotto dal francese il romanzo di Teodoro Dostojevski (1821-1881) «Delitto e castigo» del 1866. La traduzione è stata ripubblicata per intera nel 1992 ad Atene presso le edizioni Ideògrama.



Dal libro della seconda moglie di Dostojevski, Anna Grigor’evna Snitkina (1846-1918), «Dostoevskij, mio marito» del 1925, tradotto in greco da Stella Vurdubà e pubblicato ad Atene presso le edizioni Govostis

domenica 12 aprile 2015

Domenica di Pasqua


Nella Santa e Grande Domenica di Pasqua, festeggiamo la medesima vivificante Risurrezione del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo. 

Piero della Francesca
Resurezzione (1450-1463)

Τῇ ἁγίᾳ καὶ μεγάλῃ Κυριακῇ τοῦ Πάσχα, αὐτὴν τὴν ζωηφόρον Ἀνάστασιν ἑορτάζομεν τοῦ Κυρίου, καὶ Θεοῦ καὶ Σωτῆρος ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστοῦ.

 

sabato 11 aprile 2015

Sabato Santo


Nel Santo e Grande Sabato, festeggiamo la Sepoltura del corpo divino e la Discesa all’Ade del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo, per le quali la nostra stirpe è stata richiamata dalla corruzione e trasferita alla vita eterna. 



 Andrea Mantegna
Cristo morto (1475-78)

Τῷ γίῳ καὶ Μεγάλῳ Σαββάτῳ, τὴν θεόσωμον Ταφήν, καὶ τὴν εἰς ᾍδου Κάθοδον τοῦ Κυρίου καὶ Σωτῆρος ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστοῦ ἑορτάζομεν δι’ ὧν τῆς φθορᾶς τὸ ἡμέτερον γένος ἀνακληθέν, πρὸς αἰωνίαν ζωὴν μεταβέβηκε.

venerdì 10 aprile 2015

Venerdì Santo


Nel Santo e Grande Venerdì, celebriamo i santi e tremendi e salvifici patimenti del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo; ricordiamo gli sputi, gli schiaffi, le percosse, gli oltraggi, gli scherni, la tunica di porpora, la canna, la spugna, l’aceto, i chiodi, la lancia, e, soprattutto, la croce e la morte, tutto quanto che per noi volontariamente accettò; e ancora la salvifica confessione sulla croce del buon ladrone, crocifisso col Signore. 

Piero della Francesca
Urbino (1444-1470)

Τῇ γίᾳ καὶ Μεγάλῃ Παρασκευῇ, τὰ ἅγια καὶ σωτήρια καὶ φρικτὰ Πάθη τοῦ Κυρίου καὶ Θεοῦ καὶ Σωτῆρος ἡμῶν Ἰησοῦ Χριστοῦ ἐπιτελοῦμεν, τοὺς ἐμπτυσμούς, τὰ ῥαπίσματα, τὰ κολαφίσματα, τὰς ὕβρεις, τοὺς γέλωτας, τὴν πορφυρᾶν χλαίναν, τὸν κάλαμον, τὸν σπόγγον, τὸ ὄξος, τοὺς ἥλους, τὴν λόγχην, καὶ πρὸ πάντων, τὸν σταυρόν, καὶ τὸν θάνατον, ἃ δι’ ἡμᾶς ἑκὼν κατεδέξατο, ἔτι δὲ καὶ τὴν τοῦ εὐγνώμονος Λῃστοῦ, τοῦ συσταυρωθέντος αὐτῷ, σωτήριον ἐν τῷ Σταυρῷ ὁμολογίαν.

 Piero della Francesca
La Crocifissione (1454-1469)

giovedì 9 aprile 2015

Ecce Homo

Un video e un commento di un anno fa ma sempre attuale

È nudo nella neve, meno dieci gradi sotto zero. Ha la schiena segnata da manganellate, le gambe e i glutei pieni di graffi e lividi. Collo ferito, occhi gonfi. Ai piedi sembra avere solo dei calzini. Sta per salire su un blindato ma lo fermano. Ha lo sguardo rassegnato, lo sguardo di chi è terrorizzato: sa che mostrare paura significherebbe aizzare la bestia, farle sentire il sangue.

Così si avvicina mansueto a chi lo chiama. Lo fotografano con uno smartphone poliziotti dal volto coperto, imbacuccati nelle mimetiche. In alto c’è gente che guarda la scena dalla collina innevata. Poi gli danno un raschietto, di quelli usati per togliere il ghiaccio dai vetri dei blindati. Una paletta come fosse uno scettro: ecco il re nudo e malmenato della protesta ucraina. Lo denigrano.

Dopo essersi fatto fotografare con lui, un poliziotto gli stringe il collo e gli dà due colpi in testa. C’è un altro poliziotto col berretto a righe, sa che un suo collega sta riprendendo tutto perché ha già lanciato un’occhiata al telefono, sembra il più imbarazzato, ma non fa nulla. Il poliziotto mascherato lascia finalmente andare l’uomo nudo, ma mentre questi sta salendo sul blindato gli sferra un calcio: forse vuole colpire i testicoli ma arriva alla coscia. Il poliziotto con il cappello a righe sembra dirgli che ha esagerato, sembra infastidito da questo ennesimo abuso. Ma altro non fa che un cenno quasi invisibile di disappunto e appena muove un braccio per allontanarlo.

 Cigoli (1607)

I legionari romani con i prigionieri giocavano al basileos, ossia al gioco del re. Prendevano il prigioniero, gli facevano indossare una corona di spine e gli davano un bastone di legno come scettro. Il re ridicolo. Così fecero anche con Cristo. Questo ragazzo umiliato, nudo, con una paletta come scettro, fotografato come trofeo, mi ha rimandato all’immagine di un uomo-cristo umiliato, offeso. 

Ecce Homo (2014)

Questo video è entrato nelle nostre case riscaldate. Questo video deve spingerci ad approfondire le ragioni della protesta ucraina. Non giriamo lo sguardo e non cadiamo in semplificazioni. Tutto è complesso, sta a noi cercare di comprendere.