I neogreci
spesso diciamo che, rispetto all’uso quotidiano [di ogni giorno] della nostra lingua, siamo esterofili o xenofili
[che abbiamo
cioè una simpatia maggiore dell’ordinario per le parole che provengono da
lingue straniere e che, soprattutto, usiamo moltissime parole inglesi].
Stasera ho letto una breve pubblicazione del sardo [dell’isola di Sardegna] Gianfrànco Fràu Altèa e un commento di Marina Marikò, dove si
parla di forestierismi [cioè di parole
straniere che si usano nell’italiano] e, precisamente, di anglicismi. Riporto qui di seguito alcune delle
loro osservazioni: